13 gennaio 2005; commento di Pino Brambilla:

La cosa che mi ha molto colpito nel Vostro corto La Casa del Prete, e' che finalmente, non mi sono trovato davanti ad uno splatter. Secondo il mio giudizio di amatore cinefilo, voglio complimentarmi con Voi e con il regista per l'ambientazione angosciante della storia (seppur all'essenziale). Forse avrei preferito un finale piu' d'effetto, ma credo che questo sia stato voluto.
Gli attori: sono stato favorevolmente affascinato nella recitazione della governante che dalle prime battute del film traspare il suo notevole spessore interpretativo creando l'atmosfera angosciante di attesa, complimenti.
La ragazza (sposina) brava ha dato un notevole impatto, unico neo, a mio avviso, la dizione discretamente ligure.
Il marito: non mi e' piaciuto secondo me molto statico e non bene dentro la parte. Avrebbe dovuto legare di piu' con la sposina comunque non e' stato malvagio.
Il prete: bravissimo e' stato all'altezza del suo ruolo e molto d'effetto.
L' anziano: meraviglioso!!
Altri: bravi (molto simpatici gli anziani seduti al bar).
Note tecniche personali.
Ho trovato veramente bella la fotografia, il regista e' stato veramente bravo a creare con le immagini la suspance. Bello il montaggio, la colonna sonora è veramente azzeccata, ti trasporta nella storia, complimenti.
Conclusioni: il corto da voi girato e' sicuramente, a mio avviso, bello da vedere. Naturalmente, e' solo il parere di un amatore e non di un tecnico.





7 gennaio 2005; commento di Alberto Carbone:

Ho visto la casa del prete e devo fare a tutto lo staff i miei più sinceri complimenti. Straordinaria Maria Gianna Catalano, mi è piaciuta un casino!! Un'attrice nel vero senso della parola, non so come spiegare, completamente nella sua parte non lascia trapelare la minima intenzione di voler recitare, sembra che questa storia sia sua e non una fiction, sembra che l'abbia vissuta veramente. Bravissima anche Desirée Ceregini. Un buon voto anche per Buccolieri (si vede che ha fatto scuola..) ed una sufficienza piena ad Gianluca Villano. Simpatica la figura interpretata da Carlo Leva, bravo veramente, anche se la parte era breve e non valutabile con obiettività. Buona la fotografia ed il montaggio, conseguentemente una sceneggiatura molto ben fatta e solida, senza sbavature con un discorso che fila liscio come l'olio. Ottime alcune idee come l'occhio del prete nella foto, che brilla alla fine del film. Il soggetto: sviluppa bene la storia fino quasi al termine. E' la conclusione che mi ha lasciato un poco insoddisfatto, forse un'idea in più sul finale avrebbe coronato la vicenda con una certa originalità, ma questa è solo la mia modestissima opinione da profano.





23 dicembre 2004; commento di Christian Silvi:

"La casa del prete" è senza dubbio un ottimo lavoro. L'horror è forse il genere più difficile da realizzare, perchè molto spesso e con molta facilità si rischia di perdere credibilità, cadendo così nel banale se non nel patetico; non è certo questo il caso. Questo lavoro è ben costruito e realizzato, ogni piccolo fotogramma cattura l'attenzione dello spettatore trascinandolo senza fiato sino alla fine. L'atmosfera creata è degna della suspence che provoca, senza dare nulla per scontato, ma svelando un poco per volta il fitto mistero che circonda l'intera opera, tutto questo accompagnato da una superba colonna sonora che arricchisce il film rendendolo ancor più emozionante.
Tecnicamente quasi perfetto,diretto da un buonissimo regista in grado di proporci delle inquadrature all'altezza della situazione, senza trascurare mai i particolari,(pregevole il dolly iniziale creato con mezzi rudimentali).La fotografia è ottima e alle volte sfiora la perfezione (vedi effetto nebbia patinata all'interno della camera da letto, la prima volta che entrano gli sposini), buoni giochi di luce e riflessi che danno un contributo importante alla solidità della storia. Montaggio eccelso, senza il quale il film non sarebbe così incalzante. Soggetto banale ma ben sviluppato, mentre la sceneggiatura passa da momenti molto statici ad altri un pò più dinamici (vedi battute prete). Scenografia non troppo curata e fortunatamente non troppo essenziale ai fini del film. La recitazione è valida, indimenticabili i tre anziani al bar, brava la governante, ottimo il prete, molto brava anche la sposa, soprattutto quando ha la crisi dopo la visione. Non troppo bene il giovane protagonista maschile che affronta con poca verve il ruolo senza dar risonanza e convinzione alle proprie battute, dando comunque buona prova di se. Non dimentichiamo certo il contadino solitario interpretato da Carlo Leva, una bandiera del cinema italiano sceneggiato, che si è prestato a questa prova recitativa con ottimi risultati ed al quale diciamo grazie.
Questo film suggella ulteriormente l'affiatamento del trio Cartesegna-Ghiara-Sintjurin che dimostrano ancora una volta di saper realizzare prodotti di assoluta qualità e ottima fattura.
Con quest'ultimo lavoro possiamo proprio dire che la CINESINT abbia lasciato il segno.

Se volete che venga pubblicato il vostro commento a "La casa del prete" scriveteci!